Gli accordi di Basilea
Notizie generali
Gli accordi di Basilea sono definiti tra le banche centrali e sono tesi a ridurre il rischio di crisi bancarie ed uniformare le regole del gioco per tutti i competitori in base al criterio che:
"ad assunzioni di rischi maggiori, deve corrispondere una dotazione di capitali propri più elevata".
Il 31 dicembre 2006 ha avuto decorrenza il nuovo accordo Basilea 2, ma anche precedentemente ad esso gli istituti di credito e le imprese italiane si attenevano a precise regole, infatti a partire dal 2004 le banche hanno implementato sistemi evoluti e personalizzati atti a valutare ciascuna azienda cliente attraverso un complesso processo di scoring automatici sintetizzati in un rating finale (punteggio).
Dal 1° gennaio 2009 le banche hanno iniziato a sottoporre tali procedure all’organo di vigilanza, che esprime un giudizio sulla base di dati storici almeno triennali e vigila sul livello di capitalizzazione delle stesse a seguito dell’applicazione dei parametri di Basilea 2.
Con i bilanci dell’anno 2004 il rating assegnato alle banche entra nel database di calcolo del coefficiente di patrimonializzazione, e dunque con i bilanci depositati 2004 – 2005 le imprese sono già in pieno coinvolte nelle procedure di Basilea 2.
Con l'attuazione degli accordi di Basilea 2 si verranno a creare delle criticità circa il rapporto impresa - istituti di credito, in particolare:
- le aziende tarderanno a porre in essere tutte quelle politiche gestionali e di bilancio atte a rafforzare la propria struttura, la propria immagine finanziaria ed economica oltre a mirare, attraverso una maggiore capitalizzazione ed ad una maggiore apertura al capitale di rischio, ad una crescita dimensionale, condizione necessaria per competere nel mercato globale;
- gli istituti di credito, attueranno una politica finalizzata prioritariamente alla soddisfazione della redditività aziendale applicando condizioni di rapporto elevate in ragione della valutazione di merito creditizio del cliente e quindi del relativo rating.