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Le linee di credito

I costi del factoring


Il costo di un'operazione di factoring è generalmente determinato da tre elementi:

  • la commissione di factoring;
  • gli interessi passivi;
  • le spese di tenuta conto.

La commissione di factoring è relativa alla gestione (sia pro solvendo, sia pro soluto) ed alla garanzia (pro soluto) e normalmente viene percepita anticipatamente sull'ammontare dei crediti ceduti.

Il suo ammontare viene calcolato applicando al valore nominale complessivo delle fatture fattorizzate una percentuale di costo prestabilita, detta tasso di commissione.

Il tasso di commissione comprende sia la remunerazione richiesta dal factor a fronte del servizio di garanzia, ossia dell'accollo al factor del rischio di insolvenza, sia quella per gli altri servizi tipici del contratto, come la gestione crediti e le consulenze.

In pratica, si tratta di valutare fattori come: il tipo di rischio assunto dal factor, l'ammontare del giro d'affari del cliente, il tipo di attività da questa svolta, il numero di debitori-ceduti da gestire, il numero delle operazioni contabili, l'ammontare medio di ogni fattura, la dispersione geografica e la qualità del cliente e così via.

Di solito i tassi di commissione oscillano tra lo 0,5% ed il 3%.


Gli interessi passivi sono il costo direttamente collegato alla funzione finanziaria del contratto di factoring.

L'interesse passivo sulle anticipazioni concesse a fronte dei crediti accettati viene calcolato applicando all'ammontare effettivo del finanziamento un tasso di interesse che normalmente è di uno o due punti maggiore dell'EURIBOR.

Il tasso di interesse del factoring è, quindi, determinato in funzione: dei tassi di mercato per i finanziamenti a breve termine, delle caratteristiche dello specifico rapporto contrattuale come, per esempio, la facilità o meno, per il factor, di smobilizzare a sua volta il credito ceduto, la valuta dei crediti ceduti, la considerazione che il factor ha del proprio cliente tenendo conto per esempio del suo rating aziendale e così via.

Nei finanziamenti ottenuti mediante il factoring, a differenza di quanto avviene per le altre forme tecniche di indebitamento a breve, non è tanto importate la solvibilità e l'affidabilità del cedente, quanto quella del debitore ceduto.


Le spese di tenuta conto sono una somma richiesta dal factor a titolo di rimborso delle spese sostenute per la gestione del rapporto con cedente e ceduto come: spese telefoniche, postali, di cancelleria, e così via.

Le spese di tenuta conto sono determinate come un ammontare fisso da applicare ad ogni fattura ceduta, di conseguenza il loro ammontare complessivo è tanto maggiore quanto maggiore sarà il numero, e non il valore nominale, dei crediti ceduti.


Orologio Domenica, 20 Maggio 2012

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