Forme di finanziamento
Prestito partecipativo
Con il contratto di prestito partecipativo l'istituto di credito eroga all'impresa, in un'unica soluzione, un finanziamento finalizzato a sostenere le necessità connesse alla realizzazione di specifici programmi di investimento, sviluppo, ammodernamento, innovazione e ristrutturazione aziendale, posti in essere a seguito di un aumento di "capitale proprio".
L'impresa, prima di sottoscrivere il finanziamento, deve assumere una decisione con la quale i soci stabiliscono di aumentare il "capitale proprio" attraverso versamenti annuali effettuati dai soci stessi, a partire dall'anno in cui è stato erogato il finanziamento.
Il prestito partecipativo è dedicato esclusivamente alle imprese che operano in regime di "contabilità ordinaria".
L'impresa si impegna a restituire la somma finanziata, secondo un piano di ammortamento a tasso fisso o a tasso variabile. Ciascuna rata è composta da una quota costante di capitale determinata dividendo il capitale finanziato per il numero di rate contrattualmente pattuite e da una quota di interessi computati sulla somma di capitale gradualmente residua (piano di ammortamento italiano).
Il rimborso rateale del finanziamento da parte dell'impresa è correlato ad un processo di graduale ricapitalizzazione dell'impresa stessa, da realizzare attraverso l'obbligo dei soci a reintegrare, a scadenze prefissate, le somme pagate dall'impresa per il rimborso del capitale finanziato.
L'importo massimo erogabile è pari all'aumento di "capitale proprio" deciso dai soci
dell'impresa. Il periodo entro il quale i soci devono effettuare i versamenti in conto "capitale proprio"
deve essere pari alla durata del finanziamento. L'importo minimo annuale dei versamenti dei soci deve essere
pari al rapporto tra importo erogato e il numero di anni della durata del finanziamento, fatto salvo l'obbligo,
per legge, del versamento previsto per il primo anno non inferiore al 25% dell'aumento di capitale sociale a
pagamento.
A titolo di esempio: in caso di aumento del "capitale proprio" attraverso un aumento di capitale
sociale a pagamento pari a €100.000, la Banca erogherà un importo massimo pari a €100.000 da
restituire in 5 anni; il primo anno l'impresa, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente,
procederà all'aumento di capitale sociale a pagamento attraverso un versamento in conto "capitale
proprio" almeno pari al 25% dell'intero importo dell'aumento di "capitale proprio" statuito;
pertanto, il primo anno l'impresa effettuerà un versamento almeno pari a €25.000; il secondo anno
potrà essere versato un importo di €15.000 in modo che, considerando anche il versamento effettuato
nell'anno precedente, l'importo del versamento per l'aumento di capitale sociale per il secondo anno sia pari a
€20.000; per gli anni successivi il versamento sarà di importo almeno pari a %euro;20.000.
L'impresa finanziata si impegna altresì a non ridurre, per tutta la durata del presente finanziamento, il "capitale proprio" così come risultante alla data di perfezionamento del finanziamento stesso. In ogni caso di riduzione al di sotto di tale limite, l'impresa finanziata deve provvedere tempestivamente a reintegrare il "capitale proprio" in modo da ricondurlo al livello predetto.
Il principale rischio di questa forma di finanziamento è il rischio tasso, pertanto, se il finanziamento è stato concesso con piano di ammortamento a tasso fisso il cliente non potrà beneficiare di eventuali fluttuazione dei tassi al ribasso; di contro se il finanziamento è stato concesso con piano di ammortamento a tasso variabile il cliente subirà gli eventuali aumenti del mercato con particolare riferimento allo specifico parametro contrattualizzato.